Giuseppe Sitzia
Dinamiche Neuro-Esistenziali
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Un lavoro qualitativo - osservazionale sul
comportamento quotidiano durato 20 anni.
Cosa ci fa stare davvero bene?
Le D.N.E. si basano su di un nuovo concetto.
Se capisco come funziono capisco chi sono e non viceversa.
Dr Giuseppe Sitzia - Medico esperto in Medicina Biologica e del Benessere personale

Ti sarà capitato, almeno una volta nella vita, di sentirti confuso, infelice, con le spalle al muro e di non sapere cosa fare. Se ti è successo, sappi che è proprio da lì che nasce tutto.
Ogni giorno ci confrontiamo con una grande varietà di situazioni, eventi, persone e problemi ai quali dobbiamo dare una risposta. Noi siamo un sistema vivente immerso in un altro grande sistema: l'ambiente. Le Dinamiche Neuro-Esistenziali (D.N.E.) descrivono l'essere umano come il prodotto della continua interazione tra organismo, ambiente e vissuti personali, con l'obiettivo di offrire strumenti pratici e quelle conoscenze che possono essere utili nella vita di tutti i giorni.
L'osservazione sul campo mostra che la maggior parte delle persone hanno una scarsa consapevolezza di come funziona il loro rapporto con il mondo. Di fronte a una difficoltà, a una situazione inattesa, o a una relazione significativa tendiamo a affidarci a comportamenti appresi, abitudini e automatismi, con conseguenze non sempre positive.
Vivere, in fondo, significa adattarsi continuamente. Cambiano le richieste, le persone, le priorità, l'energia a disposizione, le occasioni, gli obiettivi che inseguiamo. L’essere umano è un sistema dinamico costantemente impegnato a trovare un equilibrio tra ciò che desidera, ciò che teme, ciò che può fare, ciò che sente e ciò che il mondo gli richiede.
Molte delle nostre difficoltà, gran parte dello stress, del nostro malessere e persino alcune malattie derivano dal modo in cui interagiamo con gli altri e con l'ambiente attorno. Tuttavia di tutto ciò siamo poco consapevoli.
Capita di sentire che le le cose potrebbero andare diversamente, ma non sappiamo bene come fare. Altre volte riteniamo di perseguire il nostro bene ma otteniamo il risultato opposto. Altre volte ancora restiamo immobili, incapaci di cogliere le opportunità che si presentano. In alcuni momenti ci sentiamo come una barca in mezzo alla tempesta, in altri siamo al settimo cielo. Così finiamo per convincerci che “siamo fatti così” e che “la vita è tutta in quegli alti e bassi” di cui siamo un po' artefici e un po' vittime.
Siamo proprio sicuri che non possiamo pilotare meglio questa nostra esistenza?
Le D.N.E. si propongono come strumenti di orientamento nella complessità della vita per aiutarci a viverla meglio.
Le D.N.E.
rispondono a 4
semplici domande
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I.A. genereted
Per una panoramica sulle D.N.E. premi qui.
CHIARIAMOCI
La vita è un incontro continuo con stimoli, situazioni, persone, problemi, desideri e cambiamenti. Di fronte a tutto questo il cervello non può fare infinite cose: tende a mettere in atto dinamiche appropriate. Alcune di esse sembrano particolarmente importanti.
Di fronte alla stessa situazione c'è chi combatte, chi cerca il dialogo, chi analizza il problema e chi segue ciò che sente. Le Dinamiche Neuro-Esistenziali (D.N.E.) descrivono queste tendenze che guidano il nostro modo di essere, agire, relazionarci e costruire benessere personale. Sono modi di funzionare interiori che tutti possediamo, ma che utilizziamo in misura diversa.
Immagina di trovarti davanti a un problema. Quale sarà la tua prima reazione?
Cercherai di prendere il controllo della situazione? Cercherai il confronto con qualcuno? Ti metterai ad analizzare ogni dettaglio? Oppure seguirai il tuo intuito e ciò che senti più giusto?
La maggior parte delle persone pensa di scegliere liberamente. In realtà ognuno di noi percorre alcune strade più facilmente di altre. Molte teorie descrivono come siamo. Le D.N.E. cercano invece di capire come funzioniamo.
Questa differenza è fondamentale.
Il benessere dipende dalla capacità di utilizzare in modo equilibrato tutte le risorse che possediamo.
E non dover mai dire: “avrei dovuto fare diversamente!”
Non è quindi importante stabilire “chi sei” ma capire quali dinamiche utilizzi maggiormente, cosa ti guida, come ti poni nelle diverse circostanze della vita e quali potenzialità stai trascurando.
Nel corso della vita ciascuno sviluppa modalità preferenziali di comportamento. Queste modalità diventano efficaci, familiari e rassicuranti. Ma ciò che rappresenta un punto di forza può trasformarsi in una fragilità.
Chi tende a controllare tutto rischia di vivere nell'ansia. Chi cerca continuamente l'approvazione degli altri rischia di dimenticare se stesso. Chi analizza ogni cosa può restare bloccato nell'indecisione o oberato di problemi. Chi insegue sempre nuove esperienze può non trovare mai una vera stabilità.
Molte forme di stress e di insoddisfazione nascono proprio da questi squilibri.

Le funzioni che guidano la nostra vita
Osservando per molti anni come le persone rispondono ai diversi stimoli, si nota un fatto sorprendente: dietro l'enorme varietà delle azioni umane sembrano agire sempre le stesse grandi direttrici (Fz).
Secondo l'approccio neuro-esistenziale, ogni comportamento nasce dall'incontro di tre elementi:
Da questa combinazione emergono le dinamiche che utilizziamo per rapportarci al mondo. Sono proprio queste dinamiche a caratterizzare il nostro modo di essere: più combattivo o prudente, più collaborativo o indipendente, più riflessivo o spontaneo, più aperto o resistente al cambiamento.
Comprendere queste forze significa comprendere meglio se stessi e il modo in cui costruiamo, giorno dopo giorno, il nostro benessere o il nostro malessere.
Ad oggi sono state identificate 4 grandi direttrici:
La prima direttrice (Fz1): affermare se stessi (dinamiche di tipo-1)
Di fronte a un nuovo input, la prima domanda che più o meno consciamente ci poniamo è: che cosa significa questo per me? L'evento mi rafforza o mi minaccia? Mi valorizza o mi penalizza?
Le dinamiche di tipo-1 sono alla base dell'identità personale, dell'autonomia, della difesa di sé, della conquista degli obiettivi e del desiderio di lasciare un segno nel mondo.
La seconda direttrice (Fz2): entrare in relazione (dinamiche di tipo-2)
Nessun essere umano vive da solo. Per questo, di fronte agli eventi, emerge una seconda domanda fondamentale:
Qual è il rapporto tra me e ciò che ho davanti? Posso fidarmi? Posso creare un legame?
Le dinamiche di tipo-2 ci permettono di costruire amicizie, famiglie, gruppi, comunità e società. Sono la radice dell'empatia, dell'ascolto, della solidarietà e dell'amore, della sensibilità emotiva.
La terza direttrice (Fz3): comprendere e risolvere (dinamiche di tipo-3)
La vita ci pone continuamente problemi. Per questo è necessario porsi una terza domanda: Come posso gestire questa situazione? Qual è la soluzione o la strategia migliore?
Le dinamiche tipiche di questa funzione sono alla base della conoscenza, della tecnica, della pianificazione e dell'organizzazione. Grazie ad esse costruiamo case, curiamo malattie, sviluppiamo tecnologie e realizziamo progetti.
La quarta direttrice (Fz4): cercare una vita migliore (dinamiche di tipo-4)
Tutti cerchiamo qualcosa che aumenti il nostro senso di benessere. Questa sembra la vera direzione della nostra vita. Di fronte a una richiesta ci chiediamo, più o meno consapevolmente, se questa esperienza renderà la nostra vita migliore o peggiore. Nel primo caso saremo propensi a farla, altrimenti la rifiutiamo.
Le dinamiche di tipo-4 ci spingono a esplorare, creare, cambiare, sognare, provare cose nuove, immaginare nuove possibilità. Sono la sorgente della curiosità, dell'entusiasmo, dell'avventura, della creatività e della ricerca della felicità.
L'operato di queste 4 grandi funzioni e delle relative dinamiche, è possibile soltanto se l'intero organismo collabora. Questo avviene grazie all'attivazione di una fisiologia proattiva che favorisce il benessere grazie all'immissione di ormoni e altre sostanze positive o all'attivazione di una fisiologia protettiva che favorisce il malessere con immissione di ormoni tipici e altri stati organici negativi. In questo modo sentiamo la nostra vita in modo diverso: produttiva e piacevole, rilassata, stressata o in disagio.
Questa percezione è detta S-zone. La S-zone definisce la qualità della nostra vita in questo momento o periodo della mia vita. E' il luogo che abitiamo abitualmente, fatto di tuto ciò che siamo in quel momento. Una bassa S-zone significa che non siamo molto soddisfatti di quello che ci è successo, che sta succedendo o della strada che abbiamo intrapreso.



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D.N.E. - I punti cardine
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